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Una storia nella valle di San Lorenzo…

Il 21 di marzo del 1957, nella valle di San Lorenzo (frazione di Osilo), un grosso masso precipitò dalla collina e, rotolando sino a valle, sfondò il tetto di un mulino per poi cadere sulla culla dove dormiva Pietro Pisano di soli 8 mesi.

La madre, accorsa per il forte boato, assistette impotente allo strazio: il bimbo era rimasto sepolto dalle macerie. In quell’epoca viveva nella valle dei mulini anche un altro bimbo che giocava spensierato in quel paradiso. Il suo nome era Antonio Strinna.

…C’era una voce, in quegli anni, che mi chiamava spesso… Quella della valle, sì, la valle di San Lorenzo, che mi chiamava attraverso una donna. Era una voce che certe notti, soprattutto quando sentivo che la mia partenza da Osilo era ormai imminente, mi accompagnava sino al risveglio. Così al mattino ricordavo tutto, o quasi, di questi incontri. La donna mi parlava come fosse mia madre, davvero mi considerava suo figlio. E raccontava, quasi sottovoce, raccontava della valle, del mulino e del torrente, del suo piccolo Pietro…

Non basta tutto questo ad Antonio Strinna. Non si accontenta di ricordi che prima o poi potrebbero svanire nella nostra memoria. Decide  di immortalare quei luoghi, che per un bimbo dovevano essere solo fonte di spensieratezza e non di dolore. Lui vuole donare l’immortalità a Pietro, così, nel 1972, con Antonio Costa compone i versi di Badde Lontana.

Giuseppe Mentessi

In un viaggio di fantasia, la madre del bambino ritorna nella valle il 10 di agosto per la festa di San Lorenzo. Antonio Strinna fa rivivere le emozioni di una mamma che deve affrontare il proprio conflitto interiore. Si narra di una festa, di un momento di gioia, di tregua, che da sempre distoglie la gente di allora dal durissimo lavoro, e c’è la valle – forse da dimenticare – perché colpevole di avere ucciso il proprio bimbo.

I  versi della canzone descrivono gli stati d’animo e i ricordi di una madre, i suoi  pensieri  fluttuano in un misto di gioia e dolore, di fede e disperazione, il grande amore per quei luoghi incantati, la loro colpevolezza e la difficoltà di concedere perdono. È la storia di una sfida, di una guerra interiore continua ma inevitabile,

di una donna tormentata, ma che decide infine di rivolgersi con tutta la sua forza e la sua fede al santo patrono, una  donna che chiede a san Lorenzo di prenderle la mano e di condurla verso la comprensione e verso la speranza.

Emily Volta

Elisa Magario

Foto: http://www.antoniostrinna.it, sito comune di osilo

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4 Comments

  1. bellissima … si rivive la storia in questa descrizione … una canzone che ho sempre amato …

  2. ho sentito uno splendido canto, ho letto la storia. Grazie, Strinna.
    Lucio Moretti – Lodi

  3. mi piace!!!!


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